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saggi laboratorio teatrale 2012

DOMENICA 17 GIUGNO - ore 19.00
SPAZIO72, via Ugo Bassi, 72 Grosseto
INGRESSO GRATUITO
“Afghanistan”
Saggio-spettacolo del laboratorio teatrale dedicato agli adulti (allievi secondo anno)
Elaborazione del testo e regia Mario Fraschetti
Un soldato dell’esercito occupante, conosce una donna rimasta vedova e si innamora di lei. La donna è diffidente: due mondi, due punti di vista che si incontrano, repulsione e attrazione, interdipendenze, odio. Una vicenda umana che fa da specchio al dramma di un popolo invaso.

 

GIOVEDI’ 28 GIUGNO – ore 21.00

TEATRO CASTAGNOLI – SCANSANO
saggio laboratorio “Il Cerchio Magico” di Scansano
spettacolo di fine anno con pièce ispirate a racconti e monologhi di Stefano Benni adattamento e regia: Luca Pierini
regia dei movimenti: Isabella Tattarletti

 

aristofane teatroDOMENICA 1 LUGLIO – ore 19.00

SPAZIO72, via Ugo Bassi, 72 Grosseto
INGRESSO GRATUITO
“Donne in Parlamento” di Aristofane
Saggio-spettacolo del laboratorio teatrale dedicato agli adulti
Elaborazione del testo e regia Mario Fraschetti

“La commedia narra di un gruppo di donne, con a capo Prassagora, che decidono di tentare di convincere gli uomini a dar loro il controllo di Atene, perché in grado di governare meglio di loro, che stanno invece portando la città alla rovina. Le donne, camuffate da uomini, si insinuano nell’assemblea e votano il provvedimento [...]”

Oltre agli aspetti comici della commedia antica, “Il tratto che immediatamente colpisce del teatro di Aristofane è la sua politicità, la passione con cui vengono investiti i problemi della città di Atene [...]”.

Il saggio di fine corso, oltre al confronto degli allievi con la scena, la partitura fisica e con il pubblico, è anche occasione di approfondimento di testi che richiedono una riflessione sociale come le commedie di Aristofane esigono.

La performance è il momento conclusivo del percorso annuale degli allievi del laboratorio del Teatro Studio ed è diretta da Mario Fraschetti.

 

 

teatro degli unanimi – stagione teatrale 2012

ARCIDOSSO (GR)

compagnia teatrale schabernack

 

libero circuito

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

TEATRO SCHABERNACK

www.schabernack.it

 

LIBERO CIRCUITO – Rete di Teatri Indipendenti

www.liberocircuito.it

Rassegna Teatrale TEATRO STUDIO/SPAZIO 72 – 2011-2012

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LA CURIOSA STORIA DI GREGOR SAMSA

SCHEDA ARTISTICA

Contenuti                                                                                                                                                                        “La metamorfosi” è forse il racconto più conosciuto di Kafka.
Narra la storia di un modesto impiegato, Gregor Samsa,  che un giorno si sveglia e si accorge di essersi trasformato in uno scarafaggio ripugnante ed abbietto. La trasformazione è irreversibile…
Nell’opera confluiscono due tra le tematiche più rappresentative della poetica del grande scrittore: da un lato l’alienazione e la spersonalizzazione che la società impone ai suoi membri, dall’altro il rapporto problematico con la famiglia che si risolve nell’annientamento totale delle aspirazioni.
In questa riscrittura, il racconto viene considerato dall’ottica della madre e della sorella aprendo ulteriori e interessanti problematiche, prima tra tutte quella della gestione della “diversità”.

Messa in scena
La rappresentazione raffinata e minimale, si svolge su una scena spoglia,  che si carica via via del disagio, della mal celata angoscia di una famiglia piccolo borghese, costretta a gestire qualcosa di inaspettato e troppo distante da se’.
L’analogia con ogni possibile forma di diversità emerge fin dalle prime battute – un figlio disabile, una figlia drogata, un anziano non autosufficiente – ce n’è per tutti,  qualunque sia la proiezione che ogni singolo spettatore ne farà. In un fragile equilibrio, tra minimalismo e pathos, i quattro interpreti si muovono sulla scena secondo uno schema semplice, ma molto preciso, come il tempo che scorre, oppure non scorre, alternando racconto e commento, dialogo diretto e pensiero. Lo schema temporale è lievemente distorto, fatto di presente e passato, a sottolineare la perdita di identità che appartiene forse più alla famiglia che al caro Gregor,  una famiglia disperatamente attaccata alle convenzioni,  così tanto da vedere nella rimozione la sola via di soluzione.

A VEGLIA CON MORBELLO

morbello vergari teatro tradizione della maremma

lunedì 13 dicembre 2010 – ore 17.00

Biblioteca Castiglione della Pescaia

A VEGLIA CON MORBELLO

            SERATA con il carattere di una veglia che segue un preciso copione all’interno del quale gli artisti si alternano, tra aneddoti e racconti tratti dai lavori di Morbello (“Versacci e discorsucci” e “Maremmani buggiaroni”) e canzoni della Maremma. La struttura della performance è concepita a schema aperto, così che ogni intervento spontaneo del pubblico, possa essere integrato. Al termine è lasciato spazio all’incontro informale, al gioco e alla veglia vera e  propria, mentre si condividerà il cibo, il vino, il canto e la poesia. La durata è di circa un’ora, un’ora e trenta e lo scopo sarà quello di recuperare la vecchia tradizione contadina del riunirsi narrando aneddoti e racconti di vita quotidiana.

Il progetto e la produzione nascono da una collaborazione tra la Pro loco di Roselle (Gr) ed il Teatro Studio.


Intervengono: gli attori del Teatro Studio e Luciana Tosti Pollini in arte Argia

 

SIGNORI DI MAREMMA – museo archeologico firenze

signori di maremma elites etrusche tra populonia e vulci inaugurazione

 

venerdì 8 ottobre 2010 ore 17

GENTE IN CAMMINO

Performance teatrale di comunicazione museale a cura del Teatro Studio nell’ambito della inaugurazione della esposizione

Signori di Maremma

Elites etrusche fra Populonia e Vulci

signori di maremma etruschi

signori di maremma teatro museo archeologia

signori di maremma museo archeologia etruschi teatro

GIOVANNONA E BRICIOLINO

FIABA DI ANIMAZIONE PER BAMBINI

Un Re aveva una unica figlia, la principessa Giovanna (…) Giovanna   si annoiava a non far niente, ma si interessava in modo spropositato al cibo; era estremamente golosa, non c’era un cibo che potesse stancarla, si trattasse di cibi rari o di cibi molto normali.(…) La principessa si chiamava Giovanna, ma tutti la chiamavano Giovannona in quanto a causa del tanto cibo era cresciuta a dismisura.   Era alta circa due metri e pesava quasi cinquecento chili…….”

 

     Il rapporto con il cibo, le stagioni, il senso di giustizia, l’uguaglianza, il rispetto… questi alcuni dei temi della divertente fiaba che propone il Teatro Studio.

     Una fiaba nella quale i bambini, coinvolti dagli attori del Teatro Studio, divengono veri protagonisti, suggerendo differenti svolgimenti della storia, improvvisando vari personaggi e discutendo insieme sui temi proposti.

     A conclusione dello spettacolo i bambini potranno rappresentare con dei disegni i personaggi o i momenti della storia che li hanno colpiti.

    La novella, inserita nel progetto “…Dai racconta…” potrà essere rappresentata nei locali della scuola senza alcuna necessità tecnica.

fiaba animazione teatrale per bambini

I draghi e le nuvole

FIABA DI ANIMAZIONE PER BAMBINI

Alcune volte guardando le nuvole
ci sembra di vedere draghi…
ma a volte sono i draghi

che somigliano alle nuvole…”


I draghi-nuvola, rappresentazione delle divinità dell’acqua nella mitologia cinese, diventano, in questa narrazione, metafora di una storia sul rispetto della natura.

La fiaba prende spunto dalla problematica ecologica dell’inquinamento e, in un incalzare di colpi di scena, filastrocche e momenti di interazione con il pubblico, denuncia certi cattivi comportamenti e “narra le gesta” di bambini coraggiosi che, attraverso un viaggio irto di ostacoli, sapranno riportare l’equilibrio tra l’uomo e la natura.

Interpreti: Daniela Marretti, Enrica Pistolesi, Luca Pierini
Regia di Mario Fraschetti
Nessuna esigenza tecnica

fiaba animazione per bambini

 

 

 

 

 

 

 

SPETTACOLO ALLA CHIESA DEI BIGI LE MASCHERE SONO STATE REALIZZATE DALLE MAESTRE DELLA SCUOLA MATERNA COMUNALE CONSANI DI ORBETELLO

Maremma, il passato si fa presente

maremma mauro chechi morbello vergari rosolacci

MAREMMA, IL PASSATO SI FA PRESENTE 

Promuovere e far conoscere la tradizione popolare di Grosseto e provincia:

questo l’obiettivo del progetto

“Maremma, il passato si fa presente”

organizzato dall’Associazione Cittadinanzattiva in collaborazione con il Forum del Volontariato e del Terzo Settore, la Provincia di Grosseto, il Comune di Roccastrada, la Pro Loco di Roselle ed il Teatro Studio

 

Sulla scia del successo dello spettacolo “A veglia con Morbello” del 23 gennaio 2009 a Roselle, l’ASSOCIAZIONE CITTADINANZATTIVA ha proposto un progetto che si avvarrà del contributo del FORUM DEL VOLONTARIATO E DEL TERZO SETTORE oltre che di quello dell”AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI GROSSETO, del Comune di Roccastrada, la Pro Loco di Roselle ed il teatro Studio di Grosseto

Il progetto “Maremma, il passato si fa presente”  ha come scopo quello di promuovere e far conoscere la tradizione popolare di Grosseto e provincia. La cultura contadina rappresenta infatti sia la nostra memoria più lontana che il nostro passato più recente. Attraverso di essa si intende far riscoprire il piacere di interagire con altre persone grazie al gusto semplice dello scherzare con il prossimo, del bere un bicchiere di vino in compagnia, dello scambiare le proprie esperienze di vita scoprendo la parte comica della quotidianità. Un modo per recuperare quel sarcasmo tipico toscano, che permette di dare la giusta dimensione a chiunque e a qualunque cosa accada, mantenendo intatto un lucido senso critico.

Il progetto si articola in diversi punti:

  • due serate,  il 10 aprile alle ore 20.30 presso il Centro Anziani “I Saggi” di Gorarella ed il 21 maggio alle ore 21.00 presso la Tenso Struttura di Ribolla (zona impianti sportivi), che avranno proprio il carattere di una Veglia e che seguiranno un preciso copione all’interno del quale gli artisti del Teatro Studio, del Coro degli Etruschi, del Coro I Rosolacci insieme a Mauro Chechi e Luciana Tosti Pollini in arte Argìa, si alterneranno tra aneddoti e racconti tratti dai lavori di Morbello Vergari, canzoni della Maremma e ottave improvvisate. La struttura della performance è concepita a schema aperto, così che ogni intervento spontaneo del pubblico, possa essere integrato. Al termine sarà lasciato spazio all’incontro informale, al gioco ed alla veglia vera e propria.
  • un concerto del Coro degli Etruschi alla Sala Cinema di Alberese il 15 maggio alle ore 21.00, sui canti della tradizione popolare della Maremma;
  • due conferenze sull’ottava rima presso la Scuola Elementare “R. Fucini” di Grosseto e presso la Scuola Media di Porto Santo Stefano, curate dal noto autore letterario e musicale Mauro Chechi. A questa iniziativa sono collegate due borse di studio che saranno assegnate nelle scuole di riferimento;
  • lo spettacolo del Teatro Studio “San Guglielmo di Mala Valle” attraverso la tecnica del Teatro di Cantastorie, presso la Scuola Media “Vico Alighieri” di Grosseto e la  Scuola Media “Federigo Tozzi” di Paganico. Il cantastorie è una figura tradizionale della letteratura orale e della memoria locale, che si spostava nelle piazze e raccontava attraverso il canto una storia, sia antica, sia riferita a fatti e avvenimenti contemporanei che entravano a far parte del bagaglio culturale collettivo di una comunità. L’opera “San Guglielmo di Mala Valle” narra la vicenda di un santo che ha abitato la nostra terra e la nostra memoria, in un intreccio suggestivo di ambientazioni ed emozioni, che sanno di storia, umanità e santità, proposte proprio attraverso la tecnica del Teatro dei cantastorie.

 

LI SPOSI DI SAN BISOGNINO di Morbello Vergari

 

morbello vergari teatro popolare maremma

TEATRO COMUNALE DI CINIGIANO

sabato 13 marzo 2010 – ore 21.00

LI SPOSI DI SAN BISOGNINO

Un acquerello di vita contadina appena tramontata, ma non scomparsa: viva
negli echi dei modi di dire, nei ricordi della gente e nelle maschere genuine
di chi queste figure, questi momenti, ha voluto immortalare e tramandare.
Tali sono le opere scritte da Morbello e il lavoroeatrale di Argia.

Una commedia semplice ed esilarante, dove tempi ed  improvvisazione,
all’interno di un lavoro ben pensato e squisitamente teatrale,
di ritmo ed improvvisazione, pulsano al ritmo di una recitazione
piacevolmente in bilico tra tecnica e spontaneità.
La Commedia che Morbello scrisse pensando alla sua amica Luciana Pollini – in arte Argia, è stata riaddattata e rappresenta per la prima volta dal Teatro Studio di Grosseto, a fianco di Argia, e con la collaborazione alle ricerche e alla produzione della Pro Loco di Roselle (Gr), nell’estate 2010 al Castello di Porrona. Successivamente replicata  in tutti i principali paesi della Provincia di Grosseto, ha concluso il suo primo periodo di rappresentazioni al Teatro degli Industri di Grosseto.

Interpreti
Argìa – Luciana Tosti Pollini
Enrica Pistolesi
Mirio Tozzini
Michela Pii
Luca Pierini
Francesco Scaia
Esecuzioni musicali
Francesco Melani

Regia: Mario Fraschetti     

morbello vergari teatro

 

TEATRO IN ASCOLTO

Teatro in ascolto

di Francesca Mengoni
(dal n. 35 di “Lato Selvatico” editato da Giuseppe Moretti – equinozio di autunno 2009)

La prima volta che vidi uno spettacolo del Teatro Studio di Grosseto fu circa dieci anni fa, presso l’Anfiteatro di Roselle con  “Le baccanti” di Euripide. Ero abituata agli allestimenti serali presso il Teatro Romano di Gubbio, con il palco, le luci, gli attori sul palco e noi spettatori sulle gradinate, ero abituata ad attori come Dario Fo che amano recitare circondati dal pubblico, ma l’interazione con il luogo in cui mi stava trascinando il Teatro Studio era qualcosa di inedito per me. Le Baccanti incalzavano con le loro tammorre in ritmi ossessivi cercando di aprire varchi in altri stati di coscienza. Spregiudicate paladine, ingannate dagli effluvi del vino, danzavano in febbri di tarantola emanando una forza scura ardente di vita. I loro canti si espandevano tumultuosi nel luogo privo di palco e privo di luci, c’era soltanto il sole asciutto al tramonto con i suoi estesi riflessi. I pochi oggetti essenziali all’allestimento si stagliavano insieme alle vecchie pietre, le ombre erano quelle del sopraggiungere della sera. Un angolo, una roccia, un albero vivevano la loro storia insieme alla storia, proprio come accade nelle favole o, più semplicemente, nella quotidiana magia della vita.
Insomma, fu una bellissima esperienza.
teatro studioRecentemente ho accettato di sostenere attivamente le loro iniziative e mi sono chiesta in che modo questa esperienza avesse a che vedere con il mio “percorso bioregionalista”. Quando lessi la presentazione della loro rassegna “Il Fascino delle Rovine”, che si rinnova ormai da quindici anni, ne compresi il nesso, queste le parole di Mario Fraschetti direttore artistico del Teatro Studio: “Le rappresentazioni assorbono il fascino dello spazio in cui si svolgono e lo restituiscono amplificato allo spettatore, dando suono alle tracce lasciate dai carri, in una sospensione temporale dove passato e futuro si esprimono nell’unica vera categoria: un infinito presente. Ma i «santuari» archeologici e naturali – aggiunge Fraschetti – devono essere usati con grande sensibilità e rispetto e per questo non tutte le performance artistiche possono essere ospitate: solo interventi direttamente ispirati da questi luoghi possono dare un senso di continuità e di vita alle pietre.”
La pratica bioregionalista, basata sull’autosufficienza, che riporta la propria economia nell’equilibrio del proprio luogo, che rende espliciti e consapevoli i passaggi per cui ci procuriamo cibo, energia, calore, trasporti e vestiti e ci libera dalle responsabilità dello sfruttamento insensato di metalli, piante, animali e persone in posti e attraverso modi a noi sconosciuti, ha bisogno di varie fonti di ispirazione.
Il 10 luglio 2009, l’amministrazione comunale di Roccastrada (GR), ha promosso la realizzazione dello spettacolo “Frammenti” del Teatro Studio presso i ruderi di Sassoforte in loc. Sassofortino, ho dunque intrapreso il viaggio per assistere allo spettacolo. Dopo una tortuosa strada asfaltata, ho chiesto informazioni ad alcuni abitanti che mi hanno risposto in modo scoraggiante, sicuramente non informati dell’evento imminente: “Sassoforte!? e dove vuole arrivare? Ma è lontano! Stia attenta a non perdersi.” Lasciato l’asfalto ho percorso in auto un altro tratto di sterrato a ridosso di un’aspra collina, per fortuna non mi sono persa, ho invece trovato un gruppo di persone impegnate nella mia stessa ricerca. Parcheggiata l’auto ho proseguito a piedi  – qualcuno ha approfittato di un passaggio in jeep – per una ripida stradina che si apriva in un bosco fitto, ombroso di castagni maestosi, pietre e felci. Impossibile non soffermarsi ad ammirarne la bellezza, ascoltarne i fruscii.
Giunta al termine della via percorribile in jeep, si addensava un folto gruppo di persone che lentamente andava ad aumentare. Rimaneva uno stretto sentiero e quando abbiamo udito i canti e le musiche ci siamo incamminati insieme. Non potevo credere che fosse presente, in un luogo tanto isolato e disperso, un tale numero di persone e tanto eterogeneo in età e provenienza sociale. Ci siamo seduti su pietre coperte di muschio per assistere al primo quadro “Gente in cammino” che attinge a Erodoto ed alla iconografia etrusca. “LA TERRA PRIMA DI TUTTO” ha esordito lo spettacolo e da lì è iniziato un viaggio nello spazio e nel tempo. Massi enormi ci osservavano con severità. Noi abbiamo camminato sentendo lo scricchiolare dei rami secchi sotto i nostri piedi, incontrando i resti dell’antico castello, gli alberi e le voci della foresta e della storia. Un paesaggio incantato dalle infinite pieghe dimensionali, un respiro denso di sacralità ci hanno condotto fino alla conclusione: “Il monte è incolto. Queste alture sono tutte così: basta un nonnulla e la campagna diventa la stessa di quando queste cose accadevano. Basta un colle, una vetta, una costa, e l’incredibile spicco delle cose nell’aria tocca il cuore. Questi luoghi hanno nomi per sempre. Non rimane che l’erba sotto al cielo. Eppure, l’alito del vento dà al ricordo più fragore di una bufera dentro al bosco. Non c’è vuoto né attesa. Quel che è stato è per sempre.”
Non mi soffermo sulla bravura di singoli attori ed attrici che ci hanno condotto nel viaggio con temerarietà e tenerezza, loro si sono espressi in un insieme corale esaltando le doti di ognuno, interagendo insieme agli altri protagonisti: le pietre, le piante, le ombre, i lampi di cielo, il danzare del vento, la luce che filtrava tra le fronde.
Al ritorno, le lucciole.

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