la Curiosa Storia di Gregor Samsa – Montalto di Castro

VENERDI 8 FEBBRAIO 2019

ORE 18.00

SPETTACOLO TEATRALE

adattamento teatrale dal racconto di Franz Kafka, La metamorfosi
 
 drammaturgia e regia Mario Fraschetti

MONTALTO DI CASTRO

COMPLESSO MONUMENTALE SAN SISTO

 

              “Gregorio avanzava lentamente,  il dorso arcuato in una corazza lucida, verde e nera, coriacea…”

 

“La metamorfosi” è forse il racconto più conosciuto di Kafka e narra la storia di un modesto impiegato, Gregor Samsa, che un giorno si sveglia e si accorge di essersi trasformato in uno scarafaggio ripugnante ed abbietto. La trasformazione è irreversibile. Nell’opera confluiscono due tra le tematiche più rappresentative della poetica del grande scrittore: da un lato l’alienazione e la spersonalizzazione che la società impone ai suoi membri, dall’altro il rapporto problematico con la famiglia che si risolve nell’annientamento totale delle aspirazioni.

Nella messa in scena del Teatro Studio, il racconto viene riconsiderato nell’ottica della madre e della sorella aprendo ulteriori e interessanti problematiche, prima tra tutte quella della gestione della “diversità”.

La rappresentazione, raffinata ed inquietante, si svolge in una rassicurante ambientazione di salotto borghese. La recitazione, in bilico tra minimalismo e pathos, vede gli attori impegnati tra racconto e commento, dialogo diretto e pensiero. Lo schema temporale è distorto, l’accaduto e l’accadere si mescolano. Come in un caleidoscopio, frammenti di ricordo, sentimenti, desideri, convenzioni, paure, si compongono e decompongono e delineano poco a poco i tratti del disagio della perdita di identità, della rimozione, dell’immobilismo, che sovrastano tutti i personaggi della storia.

Interpreti

Enrica Pistolesi,

Daniela Marretti,

Luca Pierini,

Mirio Tozzini

Regia

Mario Fraschetti

Nel Nome della Madre – Montalto di Castro

VENERDI 18 GENNAIO 2019

ORE 18.00

READING MUSICALE

dal racconto di Erri de Luca musiche da “La buona Novella” di Fabrizio de Andrè

 

MONTALTO DI CASTRO

COMPLESSO MONUMENTALE SAN SISTO

Le notizie su Miriàm provengono dalle pagine di Matteo e di Luca.

 Ma non è scritto nei loro libri che nella stalla non c’erano levatrici.

  Miriam partorì da sola e questo è il maggior prodigio della natività:

 la perizia di una giovane madre.

  “In nome del padre”, inaugura il segno della croce.

 In nome della madre, s’inaugura la vita.

 

INTERPRETI

Daniela Marretti, Luca Pierini, Enrica Pistolesi

CHITARRA

Paolo Mari

CLARINETTO E VOCE

Francesco Melani

REGIA
Daniela Marretti

 

INGRESSO GRATUITO

 

In nome della Madre – recensione di Claudia Musolesi

Carissime e carissimi,

ho partecipato alla vostra rappresentazione In nome della madre sabato scorso 15 dicembre a Batignano.

È stato un bel regalo di Natale.

Credo che il vostro lavoro, in questa occasione ma anche in altre, abbia raggiunto un alto livello di maturità. Colpisce l’intreccio degli stili e dei linguaggi, il movimento spazio-temporale che di volta in volta viene proposto al pubblico.

Questa vostra professionalità accompagnata ad un’autentica passione, cattura e conquista chi assiste avvolgendola/o in un clima di possibilità e di empatia, trasformando il setting della rappresentazione in un luogo di significazione profonda dove i segni ed i codici si fanno rimodellabili e permeabili.

Ho riflettuto su come questo si configuri come un’azione politica, così come dell’azione politica ne dava conto Antonio Gramsci, definendola “lavoro sociale” sempre dentro la dialettica costante tra lavoro produttivo e lavoro creativo.

Insomma, è forte lo spirito di incoraggiamento a continuare che con gioia vorrei farvi.

Conosco la fatica della produzione intellettuale, della sua trasmissione e trasferibilità: sempre appese ad un filo di vento, sempre soggette a critiche vane e a fuggenti entusiasmi e, non ultimo, al poco riconoscimento economico.

Eppure oggi, come in altri tempi precursori di sciatti ideali e teorie inneggianti al superuomo, c’è bisogno di chi ricordi attraverso un paziente e certosino lavoro che la nostra storia ha conosciuto momenti di alto valore, dove all’individualismo bieco fondato sulla logica del godimento continuo si è contrapposta una cultura del rispetto dell’altro da me e dove si è affermato – con tutta la forza che si aveva – che il desiderio di ciascuna/o non potesse esistere e nemmeno essere immaginato senza l’incontro con il desiderio dell’altra/o.

 

Pertanto buon lavoro e buona continuazione.

 

Claudia Musolesi