{"id":686,"date":"2009-09-21T22:55:25","date_gmt":"2009-09-21T20:55:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.teatrostudio.it\/?p=686"},"modified":"2022-12-22T12:33:25","modified_gmt":"2022-12-22T11:33:25","slug":"teatro-in-ascolto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.teatrostudio.it\/index.php\/teatro-in-ascolto\/","title":{"rendered":"TEATRO IN ASCOLTO"},"content":{"rendered":"<h1><span style=\"color: #800000;\"><strong><span style=\"color: #993300;\">Teatro in ascolto<\/span><br \/>\n<\/strong><\/span><\/h1>\n<p>di Francesca Mengoni<br \/>\n(dal n. 35 di \u201c<span style=\"text-decoration: underline;\"><span style=\"color: #ff9900;\"><a title=\"Lato Selvatico\" href=\"http:\/\/www.sentierobioregionale.org\/latoselvatico.html\" target=\"_blank\"><span style=\"color: #ff9900; text-decoration: underline;\">Lato Selvatico<\/span><\/a><\/span><\/span>\u201d editato da Giuseppe Moretti \u2013 equinozio di autunno 2009)<\/p>\n<p>La prima volta che vidi uno spettacolo del Teatro Studio di Grosseto fu circa dieci anni fa, presso l\u2019Anfiteatro di Roselle con\u00a0 \u201cLe baccanti\u201d di Euripide. Ero abituata agli allestimenti serali presso il Teatro Romano di Gubbio, con il palco, le luci, gli attori sul palco e noi spettatori sulle gradinate, ero abituata ad attori come Dario Fo che amano recitare circondati dal pubblico, ma l\u2019interazione con il luogo in cui mi stava trascinando il Teatro Studio era qualcosa di inedito per me. Le Baccanti incalzavano con le loro tammorre in ritmi ossessivi cercando di aprire varchi in altri stati di coscienza. Spregiudicate paladine, ingannate dagli effluvi del vino, danzavano in febbri di tarantola emanando una forza scura ardente di vita. I loro canti si espandevano tumultuosi nel luogo privo di palco e privo di luci, c\u2019era soltanto il sole asciutto al tramonto con i suoi estesi riflessi. I pochi oggetti essenziali all\u2019allestimento si stagliavano insieme alle vecchie pietre, le ombre erano quelle del sopraggiungere della sera. Un angolo, una roccia, un albero vivevano la loro storia insieme alla storia, proprio come accade nelle favole o, pi\u00f9 semplicemente, nella quotidiana magia della vita.<br \/>\nInsomma, fu una bellissima esperienza.<br \/>\n<a href=\"\/public\/DIONISO.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-692\" title=\"DIONISO\" src=\"\/public\/DIONISO-300x198.jpg\" alt=\"teatro studio\" width=\"300\" height=\"198\" srcset=\"\/public\/DIONISO-300x198.jpg 300w, \/public\/DIONISO-1024x679.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Recentemente ho accettato di sostenere attivamente le loro iniziative e mi sono chiesta in che modo questa esperienza avesse a che vedere con il mio \u201cpercorso bioregionalista\u201d. Quando lessi la presentazione della loro rassegna \u201c<span style=\"text-decoration: underline;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><a title=\"Il Fascino delle Rovine\" href=\"https:\/\/www.teatrostudio.it\/index.php\/teatro-site-specific\/fascino-rovine\/\" target=\"_blank\"><span style=\"color: #ff0000; text-decoration: underline;\">Il Fascino delle Rovine<\/span><\/a><\/span><\/span>\u201d, che si rinnova ormai da quindici anni, ne compresi il nesso, queste le parole di Mario Fraschetti direttore artistico del Teatro Studio: &#8220;<em>Le rappresentazioni assorbono il fascino dello spazio in cui si svolgono e lo restituiscono amplificato allo spettatore, dando suono alle tracce lasciate dai carri, in una sospensione temporale dove passato e futuro si esprimono nell&#8217;unica vera categoria: un infinito presente. Ma i \u00absantuari\u00bb archeologici e naturali<\/em> &#8211; aggiunge Fraschetti &#8211; <em>devono essere usati con grande sensibilit\u00e0 e rispetto e per questo non tutte le performance artistiche possono essere ospitate: solo interventi direttamente ispirati da questi luoghi possono dare un senso di continuit\u00e0 e di vita alle pietre.<\/em>\u201d<br \/>\nLa pratica bioregionalista, basata sull\u2019autosufficienza, che riporta la propria economia nell\u2019equilibrio del proprio luogo, che rende espliciti e consapevoli i passaggi per cui ci procuriamo cibo, energia, calore, trasporti e vestiti e ci libera dalle responsabilit\u00e0 dello sfruttamento insensato di metalli, piante, animali e persone in posti e attraverso modi a noi sconosciuti, ha bisogno di varie fonti di ispirazione.<br \/>\nIl 10 luglio 2009, l\u2019amministrazione comunale di Roccastrada (GR), ha promosso la realizzazione dello spettacolo \u201cFrammenti\u201d del Teatro Studio presso i ruderi di Sassoforte in loc. Sassofortino, ho dunque intrapreso il viaggio per assistere allo spettacolo. Dopo una tortuosa strada asfaltata, ho chiesto informazioni ad alcuni abitanti che mi hanno risposto in modo scoraggiante, sicuramente non informati dell\u2019evento imminente: \u201c<em>Sassoforte!? e dove vuole arrivare? Ma \u00e8 lontano! Stia attenta a non perdersi.<\/em>\u201d Lasciato l\u2019asfalto ho percorso in auto un altro tratto di sterrato a ridosso di un\u2019aspra collina, per fortuna non mi sono persa, ho invece trovato un gruppo di persone impegnate nella mia stessa ricerca. Parcheggiata l\u2019auto ho proseguito a piedi\u00a0 &#8211; qualcuno ha approfittato di un passaggio in jeep &#8211; per una ripida stradina che si apriva in un bosco fitto, ombroso di castagni maestosi, pietre e felci. Impossibile non soffermarsi ad ammirarne la bellezza, ascoltarne i fruscii.<br \/>\nGiunta al termine della via percorribile in jeep, si addensava un folto gruppo di persone che lentamente andava ad aumentare. Rimaneva uno stretto sentiero e quando abbiamo udito i canti e le musiche ci siamo incamminati insieme. Non potevo credere che fosse presente, in un luogo tanto isolato e disperso, un tale numero di persone e tanto eterogeneo in et\u00e0 e provenienza sociale. Ci siamo seduti su pietre coperte di muschio per assistere al primo quadro \u201cGente in cammino\u201d che attinge a Erodoto ed alla iconografia etrusca. \u201c<em>LA TERRA PRIMA DI TUTTO<\/em>\u201d ha esordito lo spettacolo e da l\u00ec \u00e8 iniziato un viaggio nello spazio e nel tempo. Massi enormi ci osservavano con severit\u00e0. Noi abbiamo camminato sentendo lo scricchiolare dei rami secchi sotto i nostri piedi, incontrando i resti dell\u2019antico castello, gli alberi e le voci della foresta e della storia. Un paesaggio incantato dalle infinite pieghe dimensionali, un respiro denso di sacralit\u00e0 ci hanno condotto fino alla conclusione: &#8220;<em>Il monte \u00e8 incolto.<\/em> <a href=\"\/public\/DSC_0611.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-693\" title=\"baccante\" src=\"\/public\/DSC_0611-300x198.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"198\" srcset=\"\/public\/DSC_0611-300x198.jpg 300w, \/public\/DSC_0611-1024x679.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><em>Queste alture sono tutte cos\u00ec: basta un nonnulla e la campagna diventa la stessa di quando queste cose accadevano. Basta un colle, una vetta, una costa, e l&#8217;incredibile spicco delle cose nell&#8217;aria tocca il cuore. Questi luoghi hanno nomi per sempre. Non rimane che l&#8217;erba sotto al cielo. Eppure, l&#8217;alito del vento d\u00e0 al ricordo pi\u00f9 fragore di una bufera dentro al bosco. Non c&#8217;\u00e8 vuoto n\u00e9 attesa. Quel che \u00e8 stato \u00e8 per sempre.<\/em>&#8221;<br \/>\nNon mi soffermo sulla bravura di singoli attori ed attrici che ci hanno condotto nel viaggio con temerariet\u00e0 e tenerezza, loro si sono espressi in un insieme corale esaltando le doti di ognuno, interagendo insieme agli altri protagonisti: le pietre, le piante, le ombre, i lampi di cielo, il danzare del vento, la luce che filtrava tra le fronde.<br \/>\nAl ritorno, le lucciole.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Teatro in ascolto di Francesca Mengoni (dal n. 35 di \u201cLato Selvatico\u201d editato da Giuseppe Moretti \u2013 equinozio<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[7],"tags":[],"class_list":["post-686","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-recensioni"],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.teatrostudio.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/686","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.teatrostudio.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.teatrostudio.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.teatrostudio.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.teatrostudio.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=686"}],"version-history":[{"count":11,"href":"https:\/\/www.teatrostudio.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/686\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":690,"href":"https:\/\/www.teatrostudio.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/686\/revisions\/690"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.teatrostudio.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=686"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.teatrostudio.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=686"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.teatrostudio.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=686"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}