{"id":322,"date":"2012-06-01T16:00:38","date_gmt":"2012-06-01T14:00:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.teatrostudio.it\/?page_id=322"},"modified":"2021-05-18T23:14:26","modified_gmt":"2021-05-18T21:14:26","slug":"teatro-forum","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.teatrostudio.it\/index.php\/corsi\/teatro-sociale\/teatro-forum\/","title":{"rendered":"teatro forum"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #00ffff;\"><strong>&#8220;<em>Tutti possono fare teatro&#8230; anche gli attori&#8230; <\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #00ffff;\"><em><strong>si pu\u00f2 fare teatro dappertutto&#8230; anche nei teatri&#8230;&#8221;<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p><em>&#8220;In un mondo di odio e di rancore, di spinte violente e azioni brutali, la Bont\u00e0 \u00e8 un invenzione umana, non nasce spontanea come i fiori selvaggi. Deve essere insegnata e imparata&#8230; ma l&#8217;essere umano \u00e8 un cattivo maestro e un pessimo allievo. Questa \u00e8 la nostra vasta, immensa missione: dobbiamo allontanarci dalla nostra natura selvaggia e creare una cultura in cui la bont\u00e0 sia possibile e la solidariet\u00e0 un fatto godibile da tutti.&#8221; <strong><\/strong><\/em><\/p>\n<p><span style=\"color: #00ffff;\"><em><strong>(Augusto Boal)<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffff00;\"><strong>Biografia Augusto Boal<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Nasce a Rio de Janeiro (Brasile) nel 1931. La sua formazione ingeniere chimico (dottorato nell&#8217;universit\u00e0 Columbia verso la fine degli anni &#8217;40) non impedisce alla sua passione per il teatro di crescere in lui. Dopo gli studi torna in Brasile a lavorare al teatro Arena di Sao Paulo (nel quale diventer\u00e0 anche direttore) dove pu\u00f2 sperimentare diverse forme drammatiche che hanno un impatto significativo sulla pratica tradizionale, introducendo il metodo Stanislavsk per la formazione dell&#8217;attore (metodo basato sulla capacit\u00e0 dell&#8217;attore d&#8217;identificarsi con il personaggio, di provare i suoi stessi sentimenti, evitando per\u00f2 di cristallizzare la recitazione in un modello standard). Le sue prime opere teatrali rispettano la forma classica ma trattano contenuti popolari, temi sociali sentiti dal popolo. Torna in Brasile in un periodo di ferimento politico. Il paese \u00e8 governato da una coalizione socialdemocratica che affronta le riforme sociali ed economiche da sempre negate dalle classi dominanti, l&#8217;oligarchia, i militari e l&#8217;imperialismo. Il lavoro di Boal nei primi anni &#8217;60 deline\u00f2 un teatro radicale e d&#8217;opposizione in grado di coinvolgere strati di popolazione analfabeta. Tutto ci\u00f2 avvenne sulla scia del movimento di liberazione guidto da Paulo Freire che vedeva, nel processo di analfabetizzazione, la grande opportunit\u00e0 per favorire una coscientizzazione dell&#8217;oppresso. Le tecniche di questo teatro a partecipazione, a cui Boal diede il nome di Teatro dell&#8217;oppresso, furono perfezionate dall&#8217;artista brasiliano a partire dal 1971 (data nella quale venne espulso dal Brasile) nei suoi soggiorni in Argentina, Per\u00f9, ed Europa (in Francia dove ha vissuto dal 1977 al 2009, anno della sua morte).<br \/>\nBibliografia<br \/>\n\u201cPedagogia degli oppressi\u201d, 1970<br \/>\n\u201cL&#8217;educazione come pratica per la libert\u00e0\u201d, 1967<br \/>\n\u201cL&#8217;educazione in citt\u00e0\u201d, 1991<br \/>\n\u201cPedagogia della speranza\u201d,1992<br \/>\n\u201cLettera a Cristina\u201d, 1994<br \/>\n\u201cPolitica e educazione, \u201c1993<br \/>\n\u201cPedagogia dell&#8217;autonomia\u201d, 1997<br \/>\n&#8220;Il teatro degli oppressi&#8221; Milano Feltrinelli 1977<br \/>\n&#8220;Il poliziotto e la Maschera&#8221; La Meridiana 1993<br \/>\n&#8220;L&#8217;arcobaleno del Desiderio&#8221; La Meridiana 1995<br \/>\n\u201cArena conta Tirandentes\u201d &#8211; 1967<br \/>\n\u201cCategorias de teatro popular\u201d- 1972.<br \/>\n\u201cTeatro do Oprimido e outras po\u00e8ticas\u201d &#8211; 1985.<br \/>\n\u201cHamlet e o filho do padeiro\u201d &#8211; 2000<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffff00;\"><em><strong>Teatro dell&#8217;Oppresso<\/strong><\/em><\/span><br \/>\nIl teatro dell&#8217;oppresso \u00e8 un metodo\u00a0 che propone di rendere lo spettatore protagonista dell&#8217;azione scenica come preliminare affinch\u00e8 sia protagonista della propria vita. \u00c8 basato sull&#8217;ipotesi che &#8220;tutto il corpo pensa&#8221;, cio\u00e8 su una concezione dell&#8217;uomo visto come interazione reciproca di mente, corpo ed emozioni. Con questo metodo lo sviluppo della teatralit\u00e0 diventa uno strumento di liberazione collettiva, in quanto l&#8217;auto-consapevolezza della persona \u00e8 resa possibile dallo specchio multiplo fornitole dagli altri. Per tanto permette di affrontare percorsi educativi formativi in modo attivo, partendo dalla percezione sensoriale, dall&#8217;espressione analogica per arrivare ad un&#8217;elaborazione verbale basata sull&#8217;esperienza. L&#8217;atteggiamento pedagogico \u00e8 di tipo non giudicante ma attento alle differenze e basato su un ascolto comprensivo. Il teatro dell&#8217;oppresso ha sempre lottato contro una realt\u00e0 violenta, cercando di dimostrare che tutta la gente \u00e8 teatro anche se non fa teatro e che il teatro pu\u00f2 essere luogo non soltanto per pensare al passato e conoscere meglio il presente ma sopratutto per preparare il futuro.<br \/>\nLa pedagogia di Paulo Freire. La maggior influenza nelle opere di Boal l&#8217;ha avuta Paolo Freire, nato il 19 settembre 1921, esso era promotore della pi\u00f9 grande campagna di alfabetizzazione delle persone disagiate.\u00a0 Freire si \u00e8 occupato per tutta la vita dell&#8217;educazione del popolo oppresso, tanto che, nel 1963, viene accusato di attivit\u00e0 sovversiva quindi arrestato ed espulso dal paese. Da quel momento fino alla morte (76 anni) si \u00e8 occupato, attraverso varie associazioni mondiali dell&#8217;educazione dei popoli del terzo mondo.<br \/>\nFondamenti. Conoscere il corpo: attraverso una serie di esecizi conoscere il proprio corpo, i limiti, le capacit\u00e0 e le deformazioni causate dall&#8217;ambiente sociale e scoprirne la possibilit\u00e0 di recupero. Modellare il corpo: in modo espressivo, si tratta di una serie di giochi che permettono di esprimersi abbandonando le espressioni quotidiane. Il teatro come linguaggio: il teatro \u00e8 vivo, non ci sono grandi coppioni da seguire, \u00e8 un linguaggio che si evolve con l&#8217;evolvere della storia, non si mostra un prodotto finito. Sono gli spettatori che &#8220;scrivono la storia&#8221; mentre gli attori recitano, gli spettatori interagiscono direttamente, essi fanno parte dell&#8217;azione drammatica e fanno parte della rappresentazione scenica. Il teatro come discorso: forme semplici con le quali lo spettatore-attore presenta spettacoli secondo le proprie necessit\u00e0 di discutere diversi temi o provare diverse emozioni.<br \/>\nForme.<br \/>\n<strong>Teatro immagine:<\/strong> attraverso le sculture corporree e successive dinamizzazioni l&#8217;allenamento su osservazioni\/interpretazione e l&#8217;esplorazione dei linguaggi analogici. Codici, rituali e maschera sociale: la realt\u00e0 come semplificazione e codificazione; il trittico persona, personalit\u00e0 e personaggio. Esercizi per la creazione dei personaggi: l&#8217;evocazione dei personaggi attraverso metodi interpretativi, in particolare Stanislavskij.<br \/>\n<strong>Teatro forum:<\/strong> dalla rappresentazione di situazioni oppressive riconoscibili dal pubblico alla trasformazione dello stesso in attore-protagonista; dall&#8217;idea alla lotta sul palcoscenico con gli attori-antagonisti; dall&#8217;azione individuale al dibattito.<br \/>\n<strong>Teatro invisibile:<\/strong> la coscientizzazione riguardo determinate problematiche attraverso azioni teatrali nelle quali la gente \u00e8 inconsapevolemnte coinvolta.<br \/>\n<strong>Teatro giornale:<\/strong> la lettura di notizie pubblicamente per coscientizzare gli uditori.<\/p>\n<p><strong>Flic dans la tete:<\/strong> tecniche utilizzate per il lavoro su oppressioni di tipo psicologico.<\/p>\n<p><strong>Teatro legislativo:<\/strong> una struttura che mette il metodo teatrale di Boal all&#8217;interno di un percorso di ricerca e crescita collettiva del rapporto tra popolazione e Istituzioni.<\/p>\n<p><em>\u201cIl Pensiero Sensibile, che produce arte e cultura, \u00e8 essenziale alla liberazione degli oppressi, poich\u00e9 accresce e approfondisce le capacit\u00e0 cognitive. Soltanto da cittadini che, con tutti i mezzi simbolici (parola) e sensibili (suoni e immagini), si rendono coscienti della realt\u00e0 in cui vivono e delle sue possibili trasformazioni, potr\u00e0 sorgere, un giorno, una democrazia reale\u201d.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Tutti possono fare teatro&#8230; anche gli attori&#8230; si pu\u00f2 fare teatro dappertutto&#8230; anche nei teatri&#8230;&#8221; &#8220;In un mondo<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":37,"menu_order":6,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_acf_changed":false,"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"class_list":["post-322","page","type-page","status-publish","hentry"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.teatrostudio.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/322","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.teatrostudio.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.teatrostudio.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.teatrostudio.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.teatrostudio.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=322"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/www.teatrostudio.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/322\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":324,"href":"https:\/\/www.teatrostudio.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/322\/revisions\/324"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.teatrostudio.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/37"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.teatrostudio.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=322"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}