{"id":281,"date":"2012-06-01T13:04:43","date_gmt":"2012-06-01T11:04:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.teatrostudio.it\/?page_id=281"},"modified":"2019-12-16T08:55:02","modified_gmt":"2019-12-16T07:55:02","slug":"giuseppe-ziemacki","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.teatrostudio.it\/index.php\/chi-siamo\/altri-collaboratori\/giuseppe-ziemacki\/","title":{"rendered":"giuseppe ziemacki"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\"><span style=\"font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.teatrostudio.it\/immagini\/gus.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"230\" \/><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #ffff99;\">Giuseppe Ziemacki<\/span> nasce nelle Marche nel 1951 nel periodo del dopoguerra. In realt\u00e0 non ci abiter\u00e0 mai ma il suo legame con quella terra rimarr\u00e0 sempre molto forte. Sempre nella sua vita vivr\u00e0 la nostalgia ed il rimpianto di due patrie, di due nascite, di due profonde radici. A Roma vivr\u00e0 con i suoi genitori, i nonni e le zie in case del centro storico, vicino alla stazione e questo sar\u00e0 un altro dei suoi grandi amori: il centro di Roma, la Roma di quegli anni e dei successivi, calda e sicura, rumorosa e intima, un grande cuore che lo avvolger\u00e0 come un abbraccio per molti anni. Il padre porter\u00e0 poi nella sua vita un&#8217;altra anima, pi\u00f9 dolorosa, quella di una Polonia amata e tanto lontana, la lacerazione del suo distacco e la tristezza della sua solitudine.<\/p>\n<p>l viaggi per andare a trovare l&#8217;amata madre, la sorella Jadvigia, il fratello, che troppo giovane morir\u00e0, roso dagli orrori della guerra&#8230; ma anche gli amici fraterni, le bevute di vodka, le mangiate in compagnia: spesso i polacchi che arrivavano a Roma trovavano in via Modena un&#8217; altra casa, un&#8217;altra famiglia. E Giuseppe, prima bambino, poi adolescente e adulto, imparer\u00e0 a convivere con lingue diverse, diversi pensieri e musiche e colori.<\/p>\n<p>Gli studi non rispecchiarono inizialmente i suoi desideri e le sue inclinazioni: consigliato dai genitori frequenter\u00e0 una scuola tecnica che gli avrebbe permesso di lavorar e ed essere indipendente&#8230; ma non era questa la sua strada e, finite le scuole superiori, si batt\u00e9 per iscriversi alla facolt\u00e0 di architettura. Era riuscito nel frattempo a trovare piccoli lavori per potersi mantenere e studiare come architetto gli piaceva molto. Fu allora che conobbe alcune persone che ebbero grande importanza nella sua vita: Giancarlo, Peppe, Rosalba, Giovanna, Laura&#8230; Cominciarono a studiare insieme, a progettare, a disegnare e, lentamente, si sciolse quell&#8217;insicurezza che le sue origini ed i suoi studi precedenti avevano creato. Inizier\u00e0 a dipingere e disegnare in ogni momento libero, frequenter\u00e0 una scuola di incisione, dove conobbe un grande amico e maestro, <span style=\"color: #ffff99;\"><strong>Antonio Tamilia<\/strong><\/span>, con il quale organizzarono piccole mostre e incontri d&#8217;arte, conobbe altri artisti&#8230; comincer\u00e0 cos\u00ec suo cammino parallelo: da una parte un percorso artistico che da allora mai si \u00e8 interrotto e dall&#8217;altra prima l a progettazione e la partecipazione a tanti concorsi di architettura e poi l&#8217;insegnamento: una scelta che lo ha molto gratificato fino a che ha vissuto: amava molto i suoi studenti e cercava di creare un rapporto che fosse &#8220;costruttivo&#8221;, proprio in senso architettonico, visto cio\u00e8 come la creazione e la realizzazione di progetti insieme studiati e portati a termine.<\/p>\n<p>Nel frattempo, nel 1988, si trasfer\u00ec in Toscana, una terra che molto lo attirava, un po&#8217; per i racconti della sua compagna, che proprio in quei luoghi aveva trascorso la sua infanzia, e poi perch\u00e9, quando, nel 1984, nacque la loro bambina, sent\u00ec il desiderio di lasciare Roma, quella grande e generosa citt\u00e0 che tanto amava, ma nella quale era diventato sempre pi\u00f9 difficile vivere serenamente: era venuto il momento di affrontare un&#8217;altra avventura&#8230; e proprio in Toscana trover\u00e0 le condizioni ideali per dipingere come lui desiderava: grandi spazi, tempi dilatati, artisti in cerca di nuovi codici espressivi, proprio come lui. Poteva finalmente metter e a frutto le idee che da tanto tempo gli maturavano dentro. Aveva accumulato esperienze importanti che portarono i loro frutti; aveva infatti studiato tecniche calcografiche a Venezia, Roma e Urbino, seguito Workshops sul cortometraggio a Napoli e sul libro d&#8217;artista a Venezia, aveva conosciuto altri artisti con i quali comincer\u00e0 a collaborare ed a scambiare esperienze.<\/p>\n<p>Con alcuni di loro, Massimo Cinelli, Naima De Persis, Stefano Corti e Edoardo Zamponi fonder\u00e0, nel 1990, il gruppo di <span style=\"color: #ffff99;\"><strong>CIRCOLARTE<\/strong><\/span>, che, oltre a promuovere mostre importanti nel territorio di Grosseto, organizzer\u00e0 iniziative artistiche in altre citt\u00e0: Siena, Bologna, Treviso&#8230; Nel frattempo partecipava a mostre individuali e collettive in Italia e in Europa, progettava e seguiva laboratori sulla costruzione di oggetti artistici, collaborava con il<span style=\"color: #ffff99;\"> <strong>T E.A.M., gruppo di artisti, psicologi e docenti con sede ad Amburgo e con il Teatro Studio di Mario Fraschetti<\/strong><\/span>. Con lui collabora agli spettacoli creando costumi, intervenendo in modo estemporaneo come artista visuale in alcune rappresentazioni creando libri d&#8217;artista sugli spettacoli stessi. Seguiva un laboratorio di arteterapia con un gruppo di pazienti del Dipartimento di Salute Mentale, era insomma un artista curioso, cosa comune a molti di loro, e dietro ad ogni opera c&#8217;erano il suo cuore generoso ed il suo pensiero. L&#8217;arte era una sua esigenza esistenziale che non abbandoner\u00e0 mai continuando a progettare quadri, installazioni, mostre, interventi artistici, disegnando fino alla fine.<\/p>\n<p>Ha lasciato il corpo nell&#8217;ospedale di Terni il 29 maggio 2000.<\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;\"><br style=\"font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;\" \/><\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.teatrostudio.it\/immagini\/Borsazimacki.jpg\" alt=\"\" width=\"224\" height=\"300\" \/><\/span><\/p>\n<table width=\"92%\" border=\"0\" cellpadding=\"3\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"100%\">\n<div align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.teatrostudio.it\/immagini\/ziemacki\/La%20storia%20ci%20insegna%20e%20teatrini.jpg\" alt=\"\" width=\"278\" height=\"446\" \/><\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td colspan=\"2\" width=\"100%\">\n<div align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.teatrostudio.it\/immagini\/ziemacki\/a%20.%20elementi.jpg\" alt=\"\" width=\"312\" height=\"445\" \/><\/div>\n<\/td>\n<td width=\"100%\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.teatrostudio.it\/immagini\/ziemacki\/a%20vento%20acqua.jpg\" alt=\"\" width=\"287\" height=\"466\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Giuseppe Ziemacki nasce nelle Marche nel 1951 nel periodo del dopoguerra. 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